Inaugurazione della mostra “Arte Oggi”

Cari appassionati di arte e ospiti!

I monasteri sono noti per essere luoghi di attrazione per molte persone.
Prima di tutto per la pietà, poi per l’insegnamento che nel monastero ha una lunga tradizione. Poi per la cantina, la distilleria e la birra .. 
Alcuni monasteri, ancora oggi, hanno scuole di scrittura e biblioteche e anche orti ed erbari per mantenere la memoria della medicina monastica. Nei monasteri si va anche per cercare pace e un ambiente sereno.
Ma i monasteri sono anche essere centri delle arti.
Come per il passato, anche adesso nei monasteri si trovano un certo numero di artisti dilettanti ed è normale che uno di essi cresca al di là di questo stato.. e Suor Christophora Janssen. è la prova che “l’arte nel monastero” è qualcosa di possibile e reale.
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La ceramica, il vetro e la pittura rappresentano il lavoro artistico di suor Christophora.
Il suo interesse è concentrato nel campo della religione e della fede.
La ispirano principalmente i testi della Bibbia, dove tutto quanto scritto è il mistero di Dio, e la clausura, dove suor Christophora vive ogni giorno la sua vita piena di contenuto spirituale. La creatività di un artista non si può iscrivere ad un denominatore comune. E’ un dare e avere che assomiglia ad un colloquio tra lui e una quantità di fattori come carisma, talento, esperienza, conoscenza, saggezza..

Volendo dare un’interpretazione delle opere di Suor Christophora possiamo iniziare con le sue sculture di grandi dimensioni . Se sono disposte in un paesaggio esse crescono fuori dal terreno. Questa crescita ha significato oltre un senso superficiale. Non si può dire che sono cresciute dalla base. Il processo di crescita continua. Esse si muovono, crescono verso l´alto. Non ci sono in esse, rotture o perdite, ma il contrario. Nel linguaggio della fede, si può dire che hanno qualcosa di veramente pasquale in sé. Ci sono figure che sono in ascesa verso la Pasqua di risurrezione e hanno un brillare silenzioso e misterioso.

Esaminiamo ora il Benedetto da Norcia nella mostra. Ciò che colpisce, sono gli immensi occhi neri e le orecchie.. Queste non sono solo occhi e orecchie. C´è un’ azione, o meglio ancora, sono la vista e l’udito. Lo spettatore ha l’impressione che quegli occhi e quelle orecchie siano in comunicazione con qualcuno. La luce in quegli occhi sembra stia cercando di uscire e raccogliere la parola dell’ altro nell’orecchio allargato. Quegli gli occhi e quelle orecchie si espandono nel tutto.

Non è l`arte il dialogo con il nascosto, con la verità e gli altri misteri della nostra esistenza?
Le opere di suor Christophora non ignorano questo aspetto. E ‘come se un altro mondo si manifestasse rendendo visibile la sua presenza. Così accade che le diverse opere ci invitino a fare collegamenti e ad entrare nella loro conversazione. Il raccoglimento , la pace, l’intensità nell’ascoltare, guardare, attendere e accogliere che emanano dalle figure ci incoraggia a farlo. E’ qualcosa di salvezza, di guarigione, che ci porta a Lui.
Con l’aprirsi uno si mostra e impara, come lui stesso è guarito e guarigione nello stesso tempo. Ê qualcosa del carisma che è caratteristica dell’arte.

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